PORDENONE – Un’inchiesta della Guardia di finanza di Udine aveva ipotizzato almeno 24 appalti pilotati, del valore complessivo di 1,6 milioni di euro, per l’acquisto di scuolabus attraverso capitolati di bando costruiti su misura per gare che hanno visto partecipare un’unica azienda. Alcuni casi erano stati individuati anche in provincia di Pordenone. Si parlava di gare manipolate grazie a un agente di commercio dell’azienda.

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Ieri, nell’udienza preliminare del gup Francesca Vortali, sono stati discussi due casi: uno riguarda il Comune di Pinzano al Tagliamento, l’altro quello di Cavasso Nuovo. Imputati di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente erano l’agente e due geometri che si erano occupati dell’acquisto dello scuolabus. Nel caso di Cavasso, l’agente condivide l’imputazione con un geometra in pensione da marzo 2022 e difeso dall’avvocato Stefano Rigutto. Entrambi sono stati rinviati a giudizio. «Si è trattato di un affidamento diretto tramite procedura negoziata – ha spiegato la difesa dell’agente (avvocati Alberto Berardi e Paolo Tabasso) – e il giudice ha ritenuto che fosse necessario il vaglio dibattimentale».

Si è invece fermato il procedimento che vedeva coinvolto, sempre insieme all’agente, il responsabile dell’Area tecnica dello stesso Comune assistito e difeso dall’avvocato Fabio Gasparini del foro di Pordenone. Il gup ha dichiarato per entrambi il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

La gara d’appalto del Comune di Pinzano si è sviluppata tra dicembre 2019 e agosto 2020. Lo scuolabus era a fine corsa. Il contachilometri si era rotto quando ha raggiunto i 600.000 km. e si stima che il mezzo abbia continuato a marciare per almeno altri 400.000 km. Secondo la Procura, alla procedura sarebbe stata invitata soltanto una ditta e il capitolato sarebbe stato modificato affinché le caratteristiche fossero quelle del mezzo proposto dall’agente della società. L’azienda, secondo l’accusa, sarebbe stato favorita rispetto ad altre imprese che avrebbero potuto partecipare alla gara.

«Nelle more del Covid – spiega l’avvocato Fabio Gasparini – è stato emanato un decreto che ha alzato fino a 135mila euro il tetto dell’importo ammesso all’affidamento diretto». Lo scuolabus di Pinzano è costato 83mila euro. Il percorso seguito, dunque, è stato corretto. Non c’è stata turbativa d’asta, con l’affidamento diretto nessun altro potenziale concorrente poteva essere danneggiato e le accuse ieri sono cadute.

Dal Gazzettino del 14.04.2026

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